Tai Chi Chuan PDF Stampa E-mail

Il Tai Chi Chuan, ormai diffuso in tutto il mondo è caratterizzato da tecniche "morbide", movimenti fluidi e continui, da non confondere con semplici movenze che non hanno a che fare con le arti marziali; il Tai Chi Chuan è un'arte marziale: le sue origini vanno ricondotte al Wudang Chuan, l'Arte di combattere codificata da Chan San Feng attorno al 1267 d.c.

Egli era un monaco taoista esperto di Shuai Jiao, di Kung Fu Shaolin e Chi Kung il quale, giunto ad un momento cruciale della sua vita, decise di continuare la pratica dello Shaolin Chuan, oltre che perseguire un intimo sviluppo spirituale, presso le montagne del Wudang.

Fatta questa premessa, si tratta di una disciplina il cui fine è insegnare al praticante la capacità di combattere in modo efficace e risolutivo oltre che essere un mezzo per studiare la corretta postura ed imparare a far fluire nel corpo l'energia interna chiamata “Chi”.

Il “Chi” è appunto l'energia a tutti noi trasmessa dai nostri genitori durante il concepimento, che risulta più o meno abbondante, in base al soggetto, al momento della nascita e va esaurendosi col passare degli anni.

Infatti ogni uomo nasce con una scorta di Chi: il Chi prenatale (Ching), che viene determinato dai nostri genitori al momento del concepimento, e il Chi post-natale (Zheng Chi) che si assume col respiro e col cibo.

Il Chi corre attraverso un sistema di canali, chiamati meridiani, sui quali si agisce tramite digitopressione o grazie all'utilizzo di aghi in determinati punti in cui il flusso è più in superficie.

L'azione su questi punti deve aver il fine di ristabilire l'armonia del flusso del Chi per ricreare l'equilibrio fra lo Yin e lo Yang corporeo.

Fra questi canali ve ne sono 12 principali che partono o arrivano alle dita delle mani o dei piedi.