DMT E-R PDF Stampa E-mail

Dall’art. 2 dello statuto APID (Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia):

“Principi fondamentali.

La danzamovimentoterapia è una disciplina specifica, orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità della vita della persona.”

La specificità della danzamovimentoterapia si riferisce al linguaggio del movimento corporeo e della danza ed al processo creativo quali principali modalità di valutazione e di intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona.

Questa disciplina, in continua evoluzione, nasce negli anni ‘40 negli Stati Uniti in ambito clinico,   ha radici e matrici etno-antropologiche, psichiatriche, artistiche, psicanalitiche, psicodinamiche…. ed oggi molteplici applicazioni, nell’ambito della comunicazione e della formazione, nella promozione delle risorse umane, nella prevenzione, cura e riabilitazione … ha, come obiettivo il Ben-Essere psico fisico e la qualità della vita della persona.

La DMT dà spazio al corpo liberandone le capacità espressive e creative, limitate dal movimento abituale imposto dal quotidiano, recluta la valenza funzionale e simbolica del movimento  permettendo di scoprire inedite possibilità e attivare il cambiamento

La DANZA della DMT non è la danza accademica, ma una danza autentica intesa come creatività del movimento che nasce tramite proposte guidate e spontanee, all’interno di una cornice ludica e relazionale, tramite il dialogo motorio, il gioco, la musica, la vocalità, ritmi e sonorità accattivanti all’interno di uno spazio ed un tempo esclusivi dove regna la libertà espressiva e l’assenza di giudizio.

Il MOVIMENTO della DMT è un “andare verso”…lo spazio interno ed esterno del proprio corpo, verso gli altri che compongono il gruppo…poiché l’essere umano in quanto tale è un essere di relazione ed in relazione e, con le variabili che incontriamo nel nostro cammino, possiamo scoprire in noi stessi e negli altri una possibilità di guardare aspetti conosciuti e sconosciuti del nostro agire, affrontare ogni gesto quotidiano o tecnico con una nuova consapevolezza ed attivare il cambiamento o, meglio ancora, esperire la diversità e dialogare in un gioco di specchi e di opposti.

Il movimento è inteso, quindi, come esplorazione libera e guidata dalle consegne per riscoprire, tramite il “risveglio del corpo”, l’attivazione motoria, il fluire e l’arrestarsi del movimento, l’equilibrio e disequilibrio, la tensione ed il  rilassamento…tutte le sue variabili che non utilizziamo o che sfruttiamo in maniera esasperata o che ignoriamo di possedere, tralasciando così i cliché sportivi .