| Attività natatoria preventiva e compensativa |
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I concetti di attività natatoria preventiva e compensativa derivano dalla "vecchia" ginnastica correttiva, rappresentandone un’ evoluzione della stessa . Nel nuoto queste attività diventano necessariamente un tutt'uno con l'attività propriocettiva, volta a “far sentire” il corpo in acqua facilita a migliorarne il controllo. Di base si cerca di raggiungere nel tempo una progressiva automatizzazione dei movimenti, ma non come imposizione bensì come evoluzione di un processo che utilizza i movimenti in acqua come potenziamento dell'attività propriocettiva dell'individuo. Seguendo vi elenco alcuni pratici esempi di attività natatoria preventiva che agiscono su diversi corporei, -Colonna vertebrale:il modo migliore per preservare la colonna è mantenere un buon tono muscolare ed una buona elasticità dei muscoli addominali e paravertebrali. Una disarmonia nello sviluppo di queste masse muscolari può indurre un disequilibrio di carico sulle singole vertebre. Possiamo immaginare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale come una “coperta corta su di un letto”; se tirata troppo da una parte si rischia di rimanere scoperti. La discrepanza di tono muscolare genera informazioni propriocettive aberranti, che alterano il controllo motorio inducendo la comparsa di disturbi. Questo spiega come molti sport , se eseguiti in modo non compensatorio e possono diventare un’ inesauribile fonte di fastidi per la colonna vertebrale. Fermo restando che ogni problematica è identica a se stessa poiché ogni individuo lo è, si possono prendere come generali alcune indicazioni di nuotata . Ci stiamo riferendo ai più generici "mal di schiena” per i più diversi motivi. I dismorfismi della colonna (lordosi,cifosi,scoliosi...) risultano esclusi da questo argomento e, dal momento che ogni soggetto compensa a proprio modo il proprio disturbo, vanno affrontati caso per caso sotto strettissimo controllo da parte di un supervisore competente. Per il potenziamento degli addominali, saranno consigliate tutte le nuotate sul dorso (dorso, dorso ranato) e gli esercizi di gambe sul dorso (gambe dorso, gambe rana sul dorso e gambe delfino sul dorso). Quest’ultimi esercizi eseguiti con braccia lungo i fianchi risultano più facili,mediamente complessi con le braccia in alto e di grado ancora superiore con le braccia avanti. Si sconsiglierà la rana per il potenziamento del distretto lombare, dato che la zona risulta sovraccaricata nell'esecuzione di questo stile. L'utilizzo del delfino in presenza di problemi alla schiena risulta molto dibattuto. L'utilizzo di questo stile (se eseguito correttamente) ha effetto positivo in quanto comporta una mobilizzazione del bacino. Ribadiamo che l'utilizzo degli arti superiori non è dannoso se il gesto tecnico è corretto, diventa invece deleterio se al contrario l’esecuzione è sbagliata. Nella nuotata a crawl, è fondamentale non alzare la testa in avanti durante la fase inspiratoria (se accade ciò si creano spasmi ai muscoli della testa e del collo). La respirazione consigliata al fine di non creare discrepanze di tono ai muscoli del rachide cervicale e del collo, è quella dispari, poiché alternata. |